Castello di Postignano
a cura di Luigi Fressoia
con uno scritto di Vittoria Garibaldi
Una storia iniziata nel 1992 con la scoperta casuale di Castello di Postignano, uno dei seimila borghi abbandonati in Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Da quell’incontro è scaturito il recupero del borgo, a cura degli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, dopo averlo comperato dagli ex abitanti che l’avevano messo in vendita per liberarsi dalla sua onerosa manutenzione. Norman F. Carver jr., architetto e fotografo americano che lo visitò negli anni '70 del secolo scorso, lo definì “l’archetipo dei borghi collinari italiani”. Il libro, curato dall’architetto Luigi Fressoia, membro del Comitato Nazionale di Italia Nostra, e con uno scritto di Vittoria Garibaldi, storica dell’arte e già direttrice della Soprintendenza dell’Umbria, ripercorre il percorso complesso che è stato necessario per realizzare il restauro e recupero, conclusosi nel 2013. Il borgo oggi è aperto al pubblico, con un relais, nuovi abitanti e un festival annuale di arte: “Un Castello all’orizzonte”, che si svolge tra maggio e ottobre. Castello di Postignano è interamente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione Umbria. Il suo restauro è stato definito “esemplare” da Italia Nostra e ha ottenuto attestati di merito dai Club Unesco Europa e dal FAI.






