Biografia
Gabriella D’Amato, architetto, insegna Storia dell’architettura contemporanea e Storia del design e dell’arredamento presso l’Università Federico II di Napoli. Presso le Edizioni Laterza ha pubblicato: L’architettura del protorazionalismo (1987), Fortuna e immagini dell’Art Déco (1991) e Storia dell’arredamento dal 1750 a oggi (1992); è altresì autrice di Atmosfere d’Europa (CLEAN, Napoli 1999). Collabora alla rivista “Op. cit. Selezione della critica d’arte contemporanea” e ha redatto numerose voci biografiche per dizionari editi dalla Utet e da Umberto Allemandi. Per la Bruno Mondadori ha pubblicato L’Arte di arredare. La storia di un millennio attraverso gusti, ambienti, atmosfere (2001), Storia del design(2005) e Moda e design. Stili e accessori del Novecento (2007).







Professore associato in Tecnologia dell'Architettura (ICAR 12) presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Napoli Federico II. Svolge studi sul retrofit tecnologico e sulla progettazione ambientale degli edifici e degli spazi aperti. I principali ambiti applicativi riguardano i processi di riqualificazione dei centri storici e dei quartieri di edilizia sociale, nonché dei litorali e degli spazi verdi urbani. Coordina e partecipa a gruppi di lavoro nell’ambito di programmi di ricerca nazionali (MIUR) e di Convenzioni stipulate con Enti e Amministrazioni pubbliche con esiti in Convegni nazionali e internazionali e con pubblicazioni a stampa. È componente del Gruppo di lavoro del “Manifesto della green economy per l’architettura e l’urbanistica” e del Tavolo tecnico degli Stati generali della green economy “Proposte di policy dell’architettura per la green economy nelle città”. Dal 2017 è Componente del Consiglio Direttivo della SITdA - Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura. 



Silvio d’Ascia (Napoli, 1969), laureato alla Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli , vive e lavora a Parigi dall’agosto del 1993. Ha fondato il suo studio personale nel 2001 dopo un periodo di lavoro in associazione dal 1993 al 2000. La sua attività progettuale internazionale (Francia, Italia, Cina...), forte della sua formazione umanistica italiana, è profondamente legata a un’esplicita riflessione sulle Nuove Forme di Urbanità della città del terzo millennio, moderni poli di sviluppo e d’identificazione della società contemporanea spesso all’interno di contesti storici urbani: poli di scambio, poli residenziali misti, poli culturali integrati, containers polifunzionali, villages commerciali.


Nato a Napoli nel 1942, si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università Federico II con una tesi sul parlamento generale del Regno di Napoli in età spagnola (1966) ed è immediatamente entrato nella carriera universitaria. Assistente di storia medioevale e moderna, quindi professore incaricato di Storia delle Istituzioni parlamentari della quale disciplina è divenuto Associato e successivamente Ordinario presso la Facoltà di giurisprudenza dell’università di Camerino. Insegna Storia e Istituzioni del Mezzogiorno d’Italia nell’età medioevale e moderna, ed è Assessore alla Cultura nella giunta presieduta dal Sindaco Bassolino. Ha svolto numerose ricerche sulla storia politica e istituzionale di Napoli e del Mezzogiorno. Presiede l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza (Napoli) e fa parte del Direttivo dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Milano). E’ vicepresidente della Sezione Italiana della Commissioninternationale pour l’Histoire desAssemblées d’Etats et desInstitutionsRepresentatives. Collabora a quotidiani e riviste italiani e stranieri.
Armando Dal Fabbro, architetto, insegna Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura dell’Università Iuav di Venezia. Ha insegnato alla Facoltà di Architettura di Trieste e di Cesena. Visiting Professor presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Cracovia (Polonia) e l’MSA di Münster (Germania). Ha pubblicato: Il Progetto razionalista, Cracovia. Arx & Forum, Clorindo Testa. L’architettura animata, La casa. Forme e ragioni dell’abitare. Ha partecipato a esposizioni collettive di architettura, fra le quali: la Triennale di Milano 1995; le Biennali Internazionali di Architettura di Cracovia, edizioni 1996, 1998, 2000; 8. Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale di Venezia 2002; Festival dell’Architettura di Parma, 2005; 10. Mostra Internazionale di architettura, La Biennale di Venezia 2006.



Riccardo Dalisi (Potenza 1931-2022), è professore ordinario di Progettazione presso la Facoltà di Architettura di Napoli e presso la stessa Facoltà è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno industriale. Dal 1962 conduce esperimenti sulla forma architettonica attraverso la luce e la geometria, partecipando a diversi concorsi. Negli anni Settanta è stato tra i rappresentanti più significativi dell’architettura radicale e tra i fondatori della Global Tools. Nel 1981 ha vinto il premio Compasso d’Oro. Mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer di scultore e di pittore sono state allestite alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Biennale di Chicago, al Museo di Denver, al Guggenheim Museum di New York, al Museo di Copenaghen, al Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, a Palazzo Reale di Napoli, alla Galleria di Lucio Amelio Napoli, alla Fondazione Cartier di Parigi, al Museo delle Arti Decorative di Montreal..jpg)
Alessandro Dalla Caneva si è laureato in Architettura presso l’Università iuav di Venezia. Allo IUAV ha conseguito anche il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica, xxi ciclo, i cui esiti sono pubblicati nel libro Le origini della forma. Il museo municipale a DenHaag di HendrikPetrusBerlage (2011). è autore, inoltre, di Progetti urbani. L’immagine della città nell’invenzione dell’edificio di massa da HendrikPetrusBerlage a Michel de Klerk (2012), Le scuole di Willem MarinusDudok ad Hilversum. Progetti di un’architettura civile (2014) e Il Teatro dell’Opera di JanFrederikStaal ad Amsterdam 1925-1928. Il luogo e il progetto (2015). Attualmente collabora presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale dell’Università di Padova come cultore della materia al corso di Composizione Architettonica e Urbana 2.

Libero De Cunzo è docente Fotografia d’ambiente e paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’attività didattica, caratterizzata dalla proposta di una maggiore consapevolezza del saper vedere e di una conoscenza del linguaggio fotografico, risulta parte integrante del suo progetto di ricerca. Ha pubblicato: Infiniti possibili: Ravello, Grotta del Sole, Lontano dall’Isola Azzurra, Zone - Napoli/Parigi, La trama vivente della storia, A passo di Vigna; Vocis Imago/Imago Vocis; Croniconiche.
Carolina De Falco, architetto e PhD presso l'Università “Federico II” di Napoli, è Professore Associato di Storia dell’Architettura (abilitata alla I fascia) presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Relatrice e Coordinatrice di sessione in Convegni nazionali e internazionali, anche su invito, svolge attività di peer reviewer, pure come esperto di REPRISE. Dopo gli studi sull'architettura del Settecento, ha orientato la ricerca sulla seconda metà del Novecento, nell’ambito della storia della città, in particolare riferita alle case popolari, agli edifici pubblici, quali le stazioni, e ai luoghi sociali, pure turistici, che hanno influito sulla connotazione del paesaggio urbano contemporaneo. Pertanto, ha fatto parte del gruppo di ricerca vincitore del concorso per la promozione del “Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento” (DGAAP - MiBACT, 2018) e ha pubblicato la monografia Leonardo Savioli. Ipotesi di spazio: dalla “casa abitata” al “frammento di città” (Edifir 2012) e articoli su riviste di classe A per l’ANVUR («ArcHistoR» 2019) e («Quintana» 2020).
Renato De Fusco (Napoli 1929), architetto, è professore emerito di Storia dell’architettura. Ha fondato e diretto dal 1964 la rivista «Op.cit» di selezione della critica d’arte contemporanea. Premio Inarch per la rivista nel 1967; premio Inarch alla carriera nel 2001. Tra le sue numerose pubblicazioni: Il progetto di architettura; Storia dell’arte contemporanea; Storia del design; Il floreale a Napoli; Errico Alvino, architetto e urbanista napoletano dell’800; Storia dell’architettura contemporanea; Mille anni di architettura; L’architettura del Rinascimento; Le trasformazioni del centro storico dalla nascita della società industriale a oggi; Architettura come mass medium; Architettura dell’Ottocento; Dov'era ma non come'era: Bagnoli che fare?; Rileggere «Napoli nobilissima»; Urbino a Spaccanapoli; Storia dell’arredamento; Napoli nel Novecento; Facciamo finta che; Le arti & altro dal dopoguerra al 2000.








Alfonso De Nardo, nato a Bracigliano (SA) nel 1951, ingegnere e forestale, attualmente si occupa di ricerche in materia di bonifica idraulica e di difesa del suolo. Dal 2012, inoltre, dirige il CESBIM (Centro di studi sulle bonifiche nell’Italia meridionale) che, nato nel 2011, ha come scopo l’elaborazione di piani, studi e progetti finalizzati allo studio della trasformazione storica del territorio e del paesaggio, dell’uso delle risorse idriche, della regimazione delle acque meteoritiche, della difesa del suolo sui versanti e in pianura, della bonifica e della riqualificazione ambientale.





Christian de Portzamparc (Casablanca 1944), architetto, fin dal progetto di esordio del 1971 della Watertower di Marne la Vallée mostra una ricerca compositiva che, pur nella forte diversità degli elementi, si armonizza alle caratteristiche funzionali dell’edificio. Questo tema viene coerentemente sviluppato in un’architettura del movimento, della luce e del colore di cui è espressione il progetto della Città della Musica al Parco della Villette a Parigi. Nel 1994 ha vinto il Pritzker Prize.
Cesare De Sessa (1954) svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Architettura e Analisi della Città dell’Università “La Sapienza” di Roma. E’ convinto assertore di un lavoro critico capace di muoversi anche lungo i bordi dello specifico disciplinare, onde espandersi, rizomaticamente, oltre lo stesso, pronto a ibridarsi con quanto in altri ambiti culturali viene elaborato. Collabora ad alcune riviste e ha pubblicato: Plotino e l’architettura. Le radici storiche del movimento moderno; Luigi Piccinato architetto; Musei e gallerie; Capire lo spazio architettonico. Studi di ermeneutica spaziale; Zaha Hadid. Eleganze dissonanti; Coop Himmelb(l)au. Spazi atonali e ibridazione linguistica; Luigi Cosenza. Razionalità senza dogmi; Il libro dei sogni.







Antonino Della Gatta (Torre del Greco, Napoli 1937) è professore associato presso il Dipartimento di Progettazione urbana della Facoltà di Architettura di Napoli. Autore di numerose ricerche si è interessato delle questioni connesse all’architettura degli interni con particolare attenzione alle relazioni fra gli oggetti di arredo e lo spazio architettonico. Si è interessato anche delle normative edilizie in Europa e degli strumenti urbanistici e regolamenti edilizi della città di Napoli dal 1838 al 1950. Ha rivolto il suo interesse alle problematiche dello spazio urbano, relativamente alla progettazione architettonica urbana con particolare attenzione ai caratteri ed al linguaggio del manufatto architettonico e ai suoi rapporti con il contesto.
Achille della Ragione (1947-2025) è nato a Napoli, dove abita ed esercita la professione di ginecologo.E' noto in Italia per i suoi studi sul controllo delle nascite e sulla sessuologia femminile. E' autore di decine di lavori scientifici, pubblicati sulle principali riviste mediche italiane e straniere. Ha scritto numerose monografie e libri medici a carattere divulgativo. Maestro di scacchi, è da decenni redattore in riviste del settore. Collabora a numerosi periodici e quotidiani, di alcuni dei quali ha curato la pagina culturale.Esperto di storia dell'arte ha pubblicato: "Il secolo d'oro della pittura napoletana", opera in 10 volumi, sul nostro glorioso Seicento ed alcune monografie su importanti collezioni private.Attualmente sta lavorando ad una raccolta dei suoi contributi più significativi, sparsi tra riviste più o meno note, da ripubblicare in tre tomi.




Marco Dezzi Bardeschi (Firenze 1934-2018), ingegnere edile e architetto, ha alle spalle un'esperienza più che quarantennale nel settore della conservazione e dell'intervento di recupero del patrimonio costruito, maturata, prima, presso l'Istituto di Restauro dei Monumenti di Firenze e poi, dal 1976, presso la Facoltà di Architettura di Milano come ordinario di Restauro Architettonico. Al Politecnico di Milano ha fondato il Dipartimento per la Conservazione delle Risorse architettoniche e ambientali e il Dottorato di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici. Lo slogan cui ispira il proprio operato è: non sottrarre materia alla fabbrica, piuttosto aggiungerne, con discrezione, facendo crescere la stratificazione storica e il conseguente dialogo a tutto campo tra le cose. Al progetto di conservazione dell'esistente si associa così un calcolato progetto del nuovo, come aggiunta autonoma e compatibile, auspicatamene di qualità, cui viene conferito un ammiccante carattere narrativo..jpg)
Gennaro Di Costanzo, laureato al corso magistrale 5UE in architettura presso l’Università di Architettura di Napoli Federico II, attualmente è PHD student presso il DiARC – Dipartimento di Architettura –; ha collaborato alla redazione di numerosi progetti con i proff. Federica Visconti e Renato Capozzi. Curatore di diverse mostre di architettura tra cui: “Carlo Moccia. Tra le torri”, “Renato Rizzi. La cattedrale di Solomon” e “Paolo Zermani. Architettura e tempo. La costruzione del castello di Novara.



Antonio di Gennaro, agronomo, si occupa di territorio rurale e paesaggio. Dal 2000 è direttore scientifico della società di ricerca Risorsa srl. Per le edizioni CLEAN ha pubblicato Piani imperfetti (2005), La grande trasformazione. Il territorio rurale della Campania 1960-2000 (2005), La terra lasciata (2008), La misura della terra. Crisi civile e spreco del territorio in Campania (2012), La terra ferita. Cronistorie dalla Terra dei Fuochi (2015).






Marco di Mauro nasce a Napoli nel 1977. Laureatosi nel 2004 presso la facoltà di Lettere Moderne dell’Università Federico II di Napoli, viene designato nello stesso anno cultore della materia in Storia dell’Arte moderna. Specialista di Storia dell’arte ha collaborato come critico d’arte e giornalista per numerose riviste e quotidiani nazionali e internazionali.Dal 2008 svolge anche l’attività di perito su opere d’arte, e attualmente è docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Artistico di Pistoia.
Francesco di Salvo (Palermo 1913-Parigi 1977) è tra gli architetti più interessanti laureati a Napoli alla fine degli anni Trenta, esibendo un maturo lessico razionalista che media tra architettura e urbanistica con sperimentalismi di ascendenza utopica. Esordisce vincendo una serie di concorsi banditi dall’IACP per i rioni Cesare Battisti (1945-48, in gruppo), Cavour (1947-48, in gruppo) e Mazzini (1946-47, in gruppo), in cui declina il tema della siedlung con toni mediterranei. Divenuto riferimento del moderno a Napoli con la partecipazione al concorso CEP alle Barene di S. Giuliano (Venezia, 1959), progetta il palazzo in via Manzoni (1967) e la Sede della Sidercomit a Barra (1958). La carica ideale che permea il suo tentativo di ridisegnare l’area metropolitana di Napoli si trasferisce nel Piano Urbanistico di Coordinamento Territoriale della Campania e soprattutto nel Progetto della Città Nolana, ed infine prende corpo nel progetto delle Vele di Scampia (1962-75)..jpg)
Raffaele Di Vaio, architetto (1975), concentra la sua attività professionale e di ricerca nel campo dell’exhibition design e nella progettazione di edifici complessi. Ha progettato numerose mostre temporanee e permanenti. Sue serie di arredi di interior design sono prodotti dall’azienda DeMura e dal Consorzio del Mobile di Saluzzo. Attualmente è impegnato in ambito museografico nella progettazione di allestimenti di mostre a forte carattere multimediale sia in ambito nazionale che in ambito internazionale. All’attività progettuale affianca da sempre lo studio dell’utilizzo di materiali e tecnologie innovative con particolare interesse all’applicazione dei sistemi tessili in architettura.Partecipa a concorsi e mostre di progettazione, ricevendo diversi premi e riconoscimenti. Alcuni suoi progetti sono stati pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
Andrea Donelli è architetto e dottore di ricerca, svolge attività didattica nel corso di Laurea in Ingegneria Edile /Architettura e attività di ricerca nel Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento. Ha ricoperto docenze al Politecnico di Milano, all’Università di Udine, ha tenuto seminari presso Università e istituzioni culturali. Ha inoltre partecipato a convegni internazionali sui temi del disegno e rilievo, sulle questioni del disegno della città e dell’abitare. È autore di scritti e saggi incentrati sui temi della rappresentazione e della geometria descrittiva. Ha inoltre pubblicato una introspezione grafico – letteraria dal titolo: con Aldo Rossi nell’infinito dettagliare (CLEAN, 2017).
Willem Marinus Dudok (Amsterdam 1884-Hilversum 1974), ingegnere e architetto olandese, dopo essersi laureato all'Accademia Reale Militare di Breda, passa diversi anni costruendo fortificazioni ed edifici militari per l'esercito olandese. A partire dal 1916 diventa architetto della piccola città di Hilversum, vicino Amsterdam, dove progetta il piano d'espansione della città e realizza numerose opere: municipio, piscina coperta, cimitero, abitazioni, scuole. In questi progetti è chiaramente leggibile l'influenza di Frank Lloyd Wright. Il suo linguaggio architettonico è caratterizzato dall'uso del laterizio a vista, composizioni asimmetriche di blocchi rettangolari, tra i quali spesso si erge una torre e lunghi nastri di finestre basse. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: la RIBA Gold Medal (1935), il Grand Prix Francese di architettura (1937), la AIA Gold Medal (1955).