Hallenbauten

Edifici ad aula

Ludwig Hilberseimer

prefazione di Salvatore Bisogni

a cura di Luca Lanini, Andrea Maglio
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Prezzo base19,00 €
Prezzo di vendita9,03 €
Sconto totale: 9,98 €
Descrizione

collana: saggi storici
anno pubblicazione: 1998
formato: 23x28
pagine: 120
immagini: 250 b/n
ISBN 88-86701-24-1

“Gli Hallenbauten sono edifici ad Aula che riguardano grandi spazi coperti con il ruolo di edifici pubblici, quali le Stadthallen, le Festhallen, le Sporthallen, ed edifici e complessi espositivi, caratterizzati in ogni caso dal ruolo preminente dell’Aula: in tal senso vengono studiati e raggruppati da Ludwig Hilberseimer. (...) Sono i nuovi “palazzi”, adesso per la collettività, che, ancor più delle architetture “intra moenia”, hanno da competere con gli opifici della produzione industriale ed agricola, facenti parte della Grande Città, e che ugualmente hanno da sfidare e misurare nuovamente la natura e il territorio, cambiati di fatto e nella nuova concezione territoriale della Grande Città. E tuttavia, dovranno essere privi di ogni naturalità, in quanto essi stessi contenenti la natura come ordine astratto ed in pari tempo reale. Nuovi Palazzi dall’aula “dominante” - come sostiene Hilberseimer - rispetto ai locali ricorrenti, oppure essa stessa comprendente l’intero manufatto, illuminato e aperto al territorio, ma “delimitato”; prolungato nella natura circostante e, in pari tempo, “conciso” per essere dotato di stabile identità ed armonia. Principi e condizioni che fanno di nuovo posare i manufatti sul suolo libero ed aperto, che fanno esibire un ordine dimostrabile delle forme architettoniche e ugualmente dotati di una nuova rappresentatività estetica che contenga ancora il rimando ad un tutto nuovo della periferia e del territorio, compreso il caso, artificiale o di natura che sia. (...) Tali edifici ugualmente sono chiamati a competere sul piano del loro senso e della forma con antiche architetture e con la loro “finitezza” per suscitare anch’esse emozioni a partire da regole; regole diverse e mutate, ma sempre tali.”