Bernard Rudofsky

architetto

Ugo Rossi
Bernard_Rudofsky
Prezzo base30,00 €
Prezzo di vendita25,50 €
Sconto totale: 4,50 €
Descrizione

collana: monografie
anno pubblicazione: 2016
formato: 23x21
pagine: 324
immagini: 325 a colori e b/n
ISBN 978-88-8497-525-6 (edizione italiana)
ISBN 978-88-8497-527-0 (edizione inglese)

Questo volume, prima monografia in italiano, esamina le architetture progettate e costruite, il lavoro editoriale e la riflessione teorica dell’architetto austriaco Bernard Rudofsky (1905-1987). Seguendo un ordine cronologico e ricostruendo dettagliatamente i suoi viaggi in Europa, Asia e Americhe, viene studiata - con documentazione iconografica proveniente da musei di tutto il mondo - la sua opera complessa e multiforme, considerata un’unica continua riflessione sull’architettura e sull’abitare. E questo straordinario viaggio parte proprio dal Mediterraneo, da Napoli, dai rapporti e dai progetti realizzati con Luigi Cosenza e Gio Ponti. Rudofsky è designer di complementi d’arredo e di moda, saggista, editorialista e curatore di mostre. Egli riflette su discipline tradizionalmente escluse dall’architettura e privilegia temi che lo collocano ai margini della ricerca accademica sia nelle pubblicazioni che nella curatela delle mostre.

Introduzione

Michelangelo Sabatino

Seppure le molte sfaccettature della figura dell’architetto e critico austriaco Bernard Rudofsky siano state studiate negli ultimi anni, resta molto da scoprire della sua produzione poliedrica e della sua vita nomade. Quale Rudofsky emerge da questo libro scritto da Ugo Rossi, giovane architetto e ricercatore? In questo studio, egli cerca di porre l’accento su Rudofsky architetto poliedrico inteso come colui che costruisce una visione complessa dell’abitare nella società moderna, che sviluppa attraverso l’apporto di una cultura cosmopolita e poliglotta. La wanderlust, l’ossessione per il viaggio di studio, lo porta a scoprire fin da giovane e per l’intero arco della vita, culture diverse in Europa, Asia e Americhe. Dalla progettazione di sandali all’allestimento di mostre e al progetto di architettura, Rudofsky si avvale di diverse scale di intervento per affermare una visione antropocentrica e ricca di paradossi, alternativa a un’idea di progresso semplicistico basato prevalentemente sull’apporto della tecnica. Nonostante ricorra a strumenti emblematici della modernità come la macchina fotografica e viaggiando con aerei e piroscafi, per la sua ricerca nei diversi Paesi e città, Rudofsky non dimentica mai le radici antiche del vivere umano. Non è un caso che le cosiddette “architetture senza architetto”, architetture costruite perlopiù da maestranze edili caratterizzate da un forte radicamento al paesaggio che adoperano materiali pre-industriali, sono quelle che più lo interessano. L’Italia, un paese in cui Rudofsky ha lavorato e vissuto negli anni Trenta insieme a protagonisti della cultura progettuale come Luigi Cosenza e Gio Ponti, è ricca di questo patrimonio di architetture senza architetti, ovvero, architetture rurali. Avvalendosi di disegni d’archivio, fotografie, corrispondenze, taccuini e pubblicazioni d’epoca, Ugo Rossi strategicamente ricostruisce alcuni episodi significativi per una lettura dell’iter intellettuale e progettuale di Rudofsky in Austria, Italia, Brasile e Stati Uniti, dove svolge la maggiore parte della sua attività. Attraverso questa rilettura Rossi mette in evidenza l’apporto pedagogico e didattico di Rudofsky alla cultura dell’abitare moderno rivolta, non appena egli inizia a vivere a tempo pieno negli Stati Uniti, a una società americana in rapida trasformazione. Con la sua analisi di fotografie, scritti, allestimenti, oggetti di design e architetture, Rossi dimostra che Rudofsky considera tutte queste attività come modi del fare architettonico. In questo senso allora, la figura di Rudofsky architetto va riconosciuta come modello d’attualità per chi cerca di interpretare una realtà complessa e sempre più nomadica come quella contemporanea.


Recensione
Roberto Gamba

Si tratta della prima monografia in italiano sull'architetto austriaco Bernard Rudofsky (1905-1987), eclettico progettista, appassionato cultore cosmopolita di tradizioni e conoscenzeLa sua riscoperta nasce dalla tesi di dottorato elaborata da Rossi per lo Iuav di Venezia e dal risalto che tra le sue opere hanno le architetture mediterranee e la collaborazione con il nostro Luigi Cosenza. Il libro, dopo la prefazione di Michelangelo Sabatino, offre di Rudofsky i ricordi di Joseph Rykwert e Ingrid KummerPoi si divide in quattro capitoli che documentano il suo lavoro svolto in giro per il mondo. Si forma a Vienna, presso la Technische Hochscchule, ma ha interessi umanistici, artistici, naturalistici; compie viaggi di studio in Europa per scoprire le più semplici tradizioni costruttive; sta in Italia, ove vive l’esperienza del Mediterraneo a Capri e Napoli e dove, dei tanti suoi progetti, ci rimane la Casa Oro, a Posillipo (1937). Si trasferisce in America Latina (Buenos Aires, Rio de Janeiro, São Paolo - 1939-1941), dove realizza interessanti opere, come le case Hollenstein e Marsicano a Rio (1939); Arnstein e Frontini, a San Paolo (1941); quindi a New York (1941-1988), ove approda per sfuggire alla guerra e dove si stabilirà, attratto anche dal grado di civiltà e modernizzazione e dove sarà impegnato nel campo editoriale, del design commerciale, della moda, delle mostre d'arte. Dopo nuovi viaggi di studio e lavoro in Europa e in Giappone, rientrerà negli Stati Uniti nel 1959, senza abbandonare il suo amore per il Mediterraneo, testimoniato dalla costruzione di una sua casa di vacanza nella spagnola Costa del Sol, a Frigiliana (1961).