ARCHÈ-DISPOSITIO

Archetipi generativi nel progetto

Valentina Radi
radi-archetipi
Prezzo base18,00 €
Prezzo di vendita17,10 €
Sconto totale: 0,90 €
Descrizione

collana: theoria, architettura, città
anno pubblicazione: 2025
formato: 16x24
pagine: 120
ISBN 979-12-5687-004-2

L’archetipo in architettura è il logos in cui giace il valore dell’opera perché ne stabilisce il legame con la storia. Per questo è lo strumento vitale dell’ereditarietà del passato, nel trasferimento di principi originari sulle evidenze empiriche contemporanee. La letteratura teorica lo trattiene al ruolo di metonimia o modello, ma la sua natura universale e reale lo pone come dispositivo, che configura l’opera come sintesi di disposizione interna e sollecitazioni esterne, operante tra origini e presente. La ricerca presentata indaga l’archetipo come dispositivo, riconoscendo che egli esiste e agisce tra storia e contemporaneità, manifestandosi dall’origine ad oggi in nuovi inizi. Questa proprietà è legata al suo contenere un processo generativo in grado di determinare diverse configurazioni spaziali. L’assunto è stato verificato da un confronto con le osservazioni epistemologiche, storiche e di relazione con il dispositivo deleuziano. Conducendo l’assetto teorico alla pratica analitica di un bacino di opere tratte dalle Biennali di Architettura di Venezia dal 1976 al 2025. Opere soggette ad un’estrazione e un metodo per fasi: ereditarietà, retroattività e metamorfosi. Ovvero uno stadio di riconoscimento e conoscenza delle configurazioni spaziali, da cui sono stati tratti principi archetipali. Principi considerati nuovi inizi, quali: brani, canali, cavità, foro, griglia, isola, passaggio, radicamento, scenografia. Ricerca condotta nell’ambito del Dipartimento di Architettura di Ferrara.